Il primo episodio della nuova stagione degli audio fumetti de L’Insonne è scaricabile da qui.
Si intitola “Quella casa…” ed è opera di Francesco Matteuzzi. Di seguito la presentazione della serie da parte di Francesco e la mia chiosa finale.
Se i “numeri uno” sono difficili da realizzare, i “numeri due” sono un vero inferno. Bisogna confermare i risultati raggiunti la prima volta, possibilmente senza ripetersi. Purtroppo, alla prima stagione degli audiofumetti de L’Insonne avevo partecipato in modo molto marginale. Benché l’iniziativa mi sembrasse stimolante, i numerosi impegni dell’anno passato mi avevano consentito di scrivere solo tre storie tutte uscite in chiusura di serie. Gli ultimi due, tra l’altro, erano stati un esperimento che avevo fatto pur sapendo che sarebbero stati scartati: un episodio doppio, in cui per buona parte Desdemona non compariva neppure. Soprattutto in chiusura di stagione, sarebbe stato un buon modo per farsi mandare al diavolo dagli ascoltatori, che dopo aver sopportato strenuamente i ritardi della produzione si ritrovavano anche senza la protagonista. Era chiaro, quindi, che le due storie non sarebbero state realizzate. Sì, chiaro. Almeno nella mia mente. Perché le puntate vennero accettate e uscirono.
Quei due episodi sono stati il vero problema. Quando mi sono trovato a dover curare la nuova stagione, la possibilità di realizzare episodi autoconclusivi sembrava un passo indietro (per me personalmente, intendo, dal momento che la serie è perfettamente in grado di reggere storie brevi slegate da qualsiasi continuità). Da qui è venuta l’idea, che ho poi rimpianto per gli ultimi cinque mesi, ovvero il tempo trascorso dall’inizio della lavorazione alla messa in onda del primo episodio. La continuity. Ragazzi, se dovete scrivere qualcosa di seriale, non usatela mai. Vi fa male (soprattutto se avete la memoria di un pomodoro di Pachino come il sottoscritto).
Ecco il punto di svolta: la continuity. Ma con la necessità di rendere ogni singola storia fruibile anche a chi non conosce il resto. Dopo tutto questo tempo, e con la prospettiva di almeno altri tre mesi di lavoro per concludere il tutto, posso però dire di essere contento. Per questa seconda stagione, che mi vede nei panni di curatore/editor, ho scritto personalmente solo il primo episodio. L’idea era di farne tre, ma c’è stato un impedimento. Angelo Frascella, Gino Marchetti, Daniela Zaccagnino e Francesco Pratesi Telesio (in rigoroso ordine di apparizione) sono entrati nel progetto, l’hanno trasformato e arricchito al punto che i dieci episodi previsti all’inizio sono diventati dodici, e sono riusciti ad aggiudicarsi anche gli episodi più cruciali di tutta la vicenda. Ce ne fossero di collaboratori così. Leggendo le loro storie mi pare che il mio episodio sia in realtà il più debole di tutti, e non lo dico tanto per dire. Prova ne è che ho deciso di andare sul sicuro, e ho preteso di inserire nella sigla finale la voce “serie a cura di”. Insomma, li firmo tutti. Ma forse per il primo uso uno pseudonimo…
Francesco Matteuzzi
E’ come portare la figlia all’altare.
La musica ti accompagna, passo dopo passo.
Ti tremano le gambe e in fondo alla chiesa, davanti all’altare c’è lui: Francesco Matteuzzi. L’uomo che che si prenderà cura di tua figlia.
La mia bambina, in mano allo sceneggiatore più british del bel paese.
Quando mi ha chiesto la mano di mia figlia ho tentennato, ma poi ho capito che i suoi propositi erano seri e gliel’ho concessa.
Traduco per chi pensasse che mi sia già dato all’alcol.
I numerosi impegni mi impedivano di scrivere una seconda serie di audio fumetti de l’Insonne, per questo motivo ero già rassegnato all’epilogo di questa bella esperienza.
Ma come in tutti i thriller che si rispettano, c’è sempre il colpo di scena dietro l’angolo. Mi sono accorto che avevo intorno persone veramente innamorate della nostra bella DJ, pronte a fare dei sacrifici pur di saperla ancora viva e avventurosa.
Ringrazio tutti gli autori citati da Francesco ma in modo particolare Isabella Mancini, Paolo Gallinari e Novaradio tutta, che hanno accolto a braccia aperte questa nostra proposta.
In attesa dell’ennesima incarnazione editoriale di Desdemona, mi metto seduto in poltrona pronto ad immergermi, per la prima volta da ascoltatore, nella magica voce di Desdemona.
Adesso zitti, siamo in onda.
Giuseppe Di Bernardo

Tavola tratta dall’undicesimo episodio. Matita di Lucilla Stellato.