No, non sarà un post pieno di rancore.
Trovo sia veramente inutile fare polemica e penso che prima di giudicare le persone ci si debba mettere nei loro panni. Per questo, vi racconterò come sono andate le cose, ma non intendo colpevolizzare chi ha fatto delle scelte anche difficili.
Ma facciamo un passo indietro.
Come ogni anno si è svolto L’InsonneDay, la festa dedicata a Desdemona, l’occasione per gli autori e i lettori di fare quattro chiacchiere insieme.

La festa, organizzata durante Rimini Comix è stata un successone, anche grazie al lavoro fantastico di tutto lo staff di Cartoon Club. A quelle persone, il mondo del fumetto dovrebbe fare un monumento. Come ogni anno, anche in questo caso, abbiamo realizzato un albo speciale dal titolo “Anime Mostruose”, disegnato dal grandissimo Alessio Fortunato che ha illustrato magistralmente una mia storia. Questo albo speciale è stato stampato in 11.000 copie e doveva essere distribuito in un centro commerciale sponsor dell’iniziativa e teatro di una bellissima mostra espositiva delle tavole de L’Insonne. Una grossa occasione per veicolare il fumetto verso nuovi possibili fruitori.
Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi.
L’Insonne è una testata difficile. In un contesto di intrattenimento, da sempre cerchiamo di mettere in scena storie che abbiano più piani di lettura e spesso una morale di denuncia sociale. Trovo che il fumetto dedicato ad un pubblico maturo abbia questa grande forza: deve parlare della realtà e deve essere incisivo. Nella serie regolare de L’Insonne abbiamo provato a farlo e in questo speciale non abbiamo cambiato registro. Abbiamo affrontato temi come la droga, la società dell’immagine, ma soprattutto la faccia nascosta del potere, rappresentato da un personaggio che è la vera pietra dello scandalo di questa storia. Per una serie di sfortunati eventi, complice soprattutto la fretta, la direzione della azienda sponsor ha visto l’albo soltanto dopo che era stato stampato. Manifestando la propria perplessità, in un primo momento ha puntato il dito su certi termini scurrili che vengono usati nella storia. Parolacce (aveva ragione mia madre… ne ho sempre dette troppe).

Considerazione opinabile, visto che trovo ridicolo e ipocrita che un fumetto che ha velleità di essere “ keep it real”, si ricorra a frasi non usate nel gergo di tutti i giorni. Possiamo far finta che non esistano per non turbarci troppo.
Va bene, la prossima volta scriverò “acciderbolina”.
Il problema più grosso, però, è arrivato dopo, quando nella storia, si presenta il cattivo e si dice che è un “sottosegretario alla cultura”. Ecco cosa succede a realizzare una serie ambientata in Italia. La direzione dell’azienda ha visto nella identificazione del un ruolo politico una minaccia. Qualche sprovveduto, o persona in malafede, avrebbe potuto pensare che il cattivo della nostra storia potesse essere identificato in un uomo politico vero, in carne ed ossa, e scatenare una marea di polemiche.

E’ ovvio che gli autori de L’Insonne non intendevano identificare nessuna persona realmente esistente e che i fatti narrati sono solo frutto di fantasia. Ma questo non è stato sufficiente ad evitare che la diffusione degli albi venisse bloccata per evitare complicazioni
L’albo non era politicamente corretto e poteva mettere l’azienda in cattiva luce.
Tutto questo è legittimo, ma una riflessione non può non venirmi. Prendiamo la televisione: se uno sponsor non vuole essere abbinato a programmi scomodi, di denuncia, oppure semplicemente fuori dalla morale comune, impedirà di fatto a questi programmi di sopravvivere. Non si tratta di una vera e propria censura, ma in pratica lo è e non mi dilungo sulle ricadute di questo fenomeno nella cultura del nostro paese.
Aveva ragione chi mi diceva che il cinema e la televisione trattano con difficoltà argomenti come la corruzione nella polizia, perché polizia, carabinieri etc non offrono più gratuitamente l’uso di auto, divise e accessori che devono quindi essere noleggiate dalla produzione.
Ma non me la sento di attaccare l’azienda per la scelta fatta, anche perché comunque ci ha ospitato, ha allestito per noi una splendida mostra e, inconsapevolmente, ha trasformato il nostro tradizionale albetto in una vera rarità. Solo poche copie si sono salvate dal “rogo” e i collezionisti si sono già lanciati sulla succosa preda. Acquistarne una copia prima che si esauriscano del tutto, sarà un buon modo per protestare contro questa specie di censura.
In chiusura mi preme ringraziare di nuovo gli amici di Cartoon Club e di Rimini Comix che ogni anno ci accolgono a braccia aperte e che si fanno in quattro per dare dignità al fumetto. Grazie, potrete contare in eterno su di me e su Desdemona. Grazie ai collaboratori che hanno permesso a Desdy di vivere ancora. Grazie a tutti gli amici lettori che sono venuti a trovarci e che hanno letteralmente “fumato” tutte le spille che erano in omaggio e anche gli albetti (anche quelli che non erano in omaggio ma che nella foga sono spariti). Ci vediamo al prossimo Insonneday.
Grazie infine anche al centro commerciale che ci ha ospitato, nella speranza che in un’altra occasione si trovi il linguaggio giusto che soddisfi il loro desiderio di non esporsi e il nostro bisogno di raccontare il mondo che non è sempre pulito e lindo come un luccicante grande magazzino.