Riflettevo sul rapporto che L’Insonne ha avuto con la musica e mi sono reso conto di quanto fosse importante nell’economia dei nostri racconti. Desdemona è una deejay, lo sapete bene, per questo i suoni che attraversano l’etere di carta del nostro personaggio sono fondamentali alla natura stessa della nostra eroina. Ma c’è di più. Molte canzoni hanno ispirato letteralmente le nostre storie. E’ una curiosità che non ho mai rivelato, e mi pare sia venuto il momento.
Da “L’unica superstite” dei Modena city Ramblers, nasce la piccola Ester (episodio n° 1, Crimini dimenticati), scampata ad una rappresaglia nazista del ‘44. La storia del fumetto è costruita mutuando la tragedia dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema e ambientando l’orrore in un paesino di fantasia dove vive Ester, che rinchiusa nella chiesa insieme a tanti paesani riesce a fuggire da una finestra e a mettersi in salvo.
(…)
I partigiani hanno ucciso un tedesco ma un altro ha dato l’allarme
il comando SS ha deciso di fare una rappresaglia esemplare
la notte i soldati armati di mitra sono andati casa per casa
avevano l’ordine di uccidere tutti, uomini donne e bambini
Li hanno svegliati, radunati in cucina poi hanno sparato una raffica
Lilli è caduta tra il nonno e la nonna coperta del suo e il loro sangue
i soldati avevano portato benzina e hanno incendiato le case
ma Lilli era viva, è riuscita a arrivare alla finestra e lasciarsi cadere
(…)
L’hanno trovata soltanto al mattino
ferita bruciata ma viva
“L’ultimo bacio” di Carmen Consoli ha certamente contribuito alla creazione di Mika (Episodio n° 3 Minimi prodigi), l’unico grande amore della movimentata vita di Desdemona. Mika è morto e prima di passare a miglior vita, dopo essersi finalmente riabbracciati, i due amanti si scambiano un lungo e ultimo bacio.
Mille violini suonati dal vento
l’ultimo abbraccio mia amata bambina
nel tenue ricordo di una pioggia d’argento
il senso spietato di un non ritorno
Di quei violini suonati dal vento
l’ultimo bacio mia dolce bambina
brucia sul viso come gocce di limone
l’eroico coraggio di un feroce addio
Nel “Il libraio di Selinunte” di Roberto Vecchioni, un vecchio libraio legge ad una platea vuota mentre un bambino lo ascolta di nascosto. Il libraio, visto con sospetto da una comunità ignorante e ottusa, si vede il negozio incendiato in un attentato che metaforicamente cancellerà tutte le parole del paese. Nell’insonne, Desdemona, incontra Loris (episodio n° 5 Libri di Sangue), un libraio che subisce la stessa sorte perché una multinazionale della moda vuole acquistare la libreria per farne una boutique alla moda. Purtroppo, Loris, non è disposto a vendere perché la libreria nasconde un enorme segreto.
Così di notte, quando tutto era silenzio nella strada,
io scavalcavo la finestra e camminavo con le scarpe in mano,
e m’infilavo nella luce fioca della sua bottega,
per sentire la voce di quel piccolo uomo.
Così di notte in quella stanza dove mi dimenticavo il tempo,
io stavo ad ascoltarlo di nascosto mentre lui leggeva
parole di romanzi e versi come cose da toccare
e al frusciare di pagine mi sentivo volare…
(…)Così la notte,quando gli incendiarono la casa,
e la gente rideva e diceva che era finalmente ora,
capii che c’è davvero una diversità infinita
tra imparare a vivere e imparare la vita.
Una presunta antenata di Desdemona è Magdala (episodio n° 10 Terribilis est locus iste), una zingara vissuta alla fine del 1800 nella Francia del sud, nei pressi del famoso paese di Rennes le Chateau. La figura della zingara è stata fortemente influenzata dalla visione del musical Notre Dame De Paris, in particolare, “Bella” (di Pasquale Panella e Riccardo Cocciante) uno dei brani più affascinanti dello spettacolo, hanno delineato la tragica figura di Magdala e del suo aguzzino.
Bella
La parola Bella è nata insieme a lei
Col suo corpo e con i piedi nudi, lei
E’ un volo che afferrerei e stringerei
Ma sale su l’inferno a stringere me
Ho visto sotto la sua gonna da gitana
Con quale cuore prego ancora Notre Dame
C’è
Qualcuno che le scaglierà la prima pietra?
Sia cancellato dalla faccia della terra!
Volesse il diavolo, la vita passerei
Con le mie dita tra i capelli di Esmeralda
Bella
E’ il demonio che si è incarnato in lei
Per strapparmi gli occhi via da Dio, lei
Che ha messo la passione e il desiderio in me
La carne sa che paradiso è lei
C’è in me il dolore di un amore che fa male
E non m’importa se divento un criminale
Lei
Che passa come la bellezza più profana
Lei porta il peso di un’atroce croce umana
O Notre Dame, per una volta io vorrei
Per la sua porta come in chiesa entrare in lei
Nell’episodio breve “La stirpe di Horus” compare un ragazzo egiziano che, dopo essere sfuggito ad un agguato di un gruppo di bulli di quartiere accompagna Desdemona nel museo archeologico di Firenze. Il ragazzo, Hamir, racconta alla nostra protagonista, dei miti e delle leggende dell’antico Egitto, dimostrando di essere ben di più di un lavavetri. Alla fine della storia, resterà ucciso da uno dei suoi aguzzini, non prima di aver regalato a Desdemona gli orecchini che lei porta per tutta la serie. La figura di Hamir è stata ispirata da una canzone scritta da Samuele Bersani e interpretata da Fiorella Mannoia che si intitola “Crazy Boy”.
Crazy Boy oggi fa la mummia
gira attorno alla sua colonna
nel palazzo del museo
Sono figlio di un egiziano
muratore e un po’ faraone
che si chiama Scarabeo
(…)
Crazy Boy ha ancora molti,
troppi vetri da lavare
E in mezzo al traffico
salta in piedi sullo
straccio per volare
su quella stella accesa,
stella di Crazy Boy…

Disegno di Michela Da Sacco